Mese: aprile 2020

È giunta l’ora di abolire le regioni. – di Battista Sangineto da "Il Quotidiano del Sud"

È giunta l’ora di abolire le regioni. – di Battista Sangineto da "Il Quotidiano del Sud"

Spero che ora, alla tragica luce dell’apocalisse sanitaria in corso, sia chiaro a tutti che aver concesso la regionalizzazione della Sanità è stato un terribile errore. La gestione del Servizio sanitario è nelle mani degli amministratori delle Regioni che, com’è evidente, non solo sono stati incapaci di opporre il primo contrasto al virus come avrebbero dovuto e potuto, ma, ora, si rivolgono allo Stato per ogni ulteriore esigenza dei cittadini che amministrano.

La sciagurata modifica del Titolo V del 2001, non solo non ha reso più efficienti e responsabili i governi locali, ma ha approfondito le differenze fra nord e sud ed ha indebolito moltissimo il Sistema Sanitario Nazionale spezzettandolo in venti centri di spesa, di inefficienza e di corruzione.

Questa occasione dovrebbe dare modo di ripensare in maniera radicale non solo alla regionalizzazione della Sanità, ma alla reale utilità delle Regioni. L’esperimento delle Regioni è luttuosamente fallito e si deve tornare all’assetto politico-amministrativo, storicamente fondato, dell’Italia che era costituito dal rapporto istituzionale che Province e Comuni avevano con il Governo centrale.

La prima e, fino al 1948, ultima idea di dividere l’Italia in regioni, del resto, fu di Augusto che, nel 7 d.C., suddivise il territorio della Penisola in undici aree, indicate con i numeri, prima ancora che con i nomi. Le ‘regiones’ augustee assomigliavano pochissimo a quelle attuali tanto che, per esempio, a nord del Po ne esistevano solo due, la IX a ovest e la X a est, con l’attuale Lombardia divisa a metà.

L’estremo lembo della Penisola, per fare un altro esempio, era accorpato in un’unica regione, la III, ‘Lucania et Bruttii’. È possibile che i criteri utilizzati da Augusto per la ripartizione del territorio della Penisola in ‘regiones’ fossero di ordine etnico e politico, tenendo in considerazione la valorizzazione di tradizioni storiche e culturali, ma è ancora più probabile che le ‘regiones’ fossero solo “circoscrizioni elettorali” utili, anche, per la realizzazione del ‘census’, operazione accessoria al progetto augusteo di modifica del sistema di tassazione.

Le ‘regiones’, comunque, non avevano alcuna competenza di amministrazione della giustizia, di esercizio della fiscalità, di reclutamento o di leva obbligatoria. La suddivisione di Augusto aveva il compito, ideologico, di conferire centralità e unitarietà nell’ambito dell’assetto geografico-politico dell’impero, allo spazio italiano, pur nella diversità delle sue componenti etnico-territoriali: etruschi, latini, italici etc. Esattamente il contrario di uno spezzettamento in tante regioni, insomma.

Dopo la fine del mondo antico ed il disfacimento dell’ordinamento romano abbiamo notizia delle regioni solo a partire dalla Costituzione di Melfi (1231) di Federico II nel Sud d’Italia, poi le regioni linguistiche-culturali di Dante Alighieri, fino ai vari disegni regionali di epoca rinascimentale del Biondo e dell’Alberti; per arrivare, infine, ai disegni sempre di tipo storico-culturale del XVIII secolo e ai “dipartimenti” introdotti negli Stati “napoleonici” in Italia.

Solo con l’Unità d’Italia due patrioti appassionati di statistica, Cesare Correnti e Pietro Maestri, disegnarono, nel 1864, la suddivisione in 14 ‘compartimenti’ che avrebbero voluto far diventare Enti intermedi per il governo della nazione, ma che, invece, continuarono a servire solo per ‘meri’ fini statistici, ossia per raggruppare e dare senso geografico ai dati forniti dai servizi di rilevazione del Regno appena costituito.

L’Assemblea Costituente, nell’immediato secondo dopoguerra, riprese l’idea regionalista, soprattutto sturziana, che fu portata avanti, riassumendo e semplificando, soprattutto dalla Democrazia Cristiana, in funzione di garanzia rispetto all’eventuale vittoria delle sinistre alle elezioni nazionali. Erano sostanzialmente contrarie al regionalismo le sinistre e anche le forze laiche e liberali, mentre c’era un partito, il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia che, dopo aver fomentato disordini e rivolte armate nell’isola, ottenne una forma molto larga di Autonomia nella Carta costituzionale.

La situazione mutò: quando, dopo il 1948, le sinistre furono escluse dal governo del Paese e si ritrovarono all’opposizione, esse si spostarono su posizioni regionaliste al fine di garantirsi – almeno a livello regionale – possibili spazi politici nuovi. Le Regioni nascono, dunque, solo con la Costituzione emanata nel 1948, ma fino al 1970 non è esistito alcun potere regionale.

È, ormai, del tutto evidente a chicchessia che l’Italia dei venti ‘governatorati’ non è, per nulla, preferibile all’Italia unita soprattutto per quel che riguarda la Sanità regionale che oggi mostra, con mortale crudezza, tutta la sua inadeguatezza ed insufficienza pur avendo assorbito quasi l’80% delle risorse economiche destinate alle Regioni.

Esse non hanno alcuna ragione storicamente fondata di esistere, sono entità territoriali fittizie perché, come diceva Lucio Gambi, “…le nostre regioni storiche costituzionali sono ripartizioni statistiche riverniciate di nome”. Dopo questa tragica ‘débâcle’ sarebbe ora di iniziare a pensare di abolire le Regioni, inutili e corrotti carrozzoni, ridare forza ai Comuni e ripristinare, come ente territoriale di maggiore prossimità ai cittadini, le Province.

È, forse, pleonastico scrivere che, se si dovesse stilare un calendario, la Calabria dovrebbe essere la prima regione ad essere abolita, non solo e non tanto per le cose che si son viste a proposito della Sanità in una recente trasmissione televisiva, ma per l’evidente, verificata, quarantennale incapacità e inanità di questo Ente, chiunque l’abbia governato, ad affrontare tutte le competenze che ad esso sono state assegnate.

Riapriamo le librerie Firma per riaprire le librerie scrivendoci a osservatoriodelsud@gmail.com.

Riapriamo le librerie Firma per riaprire le librerie scrivendoci a osservatoriodelsud@gmail.com.

Siamo consapevoli della gravità del momento e accettiamo la severa disciplina di isolamento sociale imposta. Questa condizione di lunga cattività domestica avrà bisogno di conforto culturale e spirituale per essere sostenuta senza crepe e scoraggiamento.

Chiediamo perciò alle autorità competenti, consapevoli dello sgomento in cui viviamo, di riaprire le librerie per sostenerci in questa innaturale forma di esilio fra le proprie mura.

Sono giorni che con grande responsabilità gli italiani si mettono in coda, con maschere e guanti, davanti ai supermercati e alle farmacie. Non si vede perché i consumatori di libri sarebbero meno disciplinati dei consumatori di cibo o medicinali. Le nostre librerie, grandi o piccole che siano, sono facilmente gestibili da ogni punto di vista, abituate a frequentatori lenti e assorti, che hanno bisogno di scegliere ciascuno per conto proprio, curiosi delle novità e dell’assortimento.

Nei giorni passati, ci si è ingegnati a mandare in giro video e musica, per intrattenerci. Grazie, ma sono distrazioni molto brevi. Un libro ti tiene compagnia per tutto il tempo che vuoi.
Dateci pane per i nostri denti spirituali. Non di sola tachipirina vive l’uomo.

Chiediamo al governo questo gesto di fiducia nello spirito degli italiani, da cui dipende ogni loro migliore comportamento. Le librerie aperte non creerebbero le file del supermercato, e darebbero ossigeno all’editoria libraria, su cui si regge gran parte della formazione culturale e della circolazione delle idee nel nostro paese.

Prime firme: Piero Bevilacqua, Ginevra Bompiani, Tomaso Montanari, Franco Arminio, Battista Sangineto, Gianrico Carofiglio, Nichi Vendola, Domenico Cersosimo, Vittorio Lingiardi, Carmen Novella, Donatella Di Cesare, Luca Formenton, Marcello Panni, Riccardo Barberi, Rosetta Loy, Valerio Magrelli, Tullio Pericoli, Giuseppe Saponaro, Luciana Castellina, Letizia Paolozzi, Tonino Perna, Umberto Todini, Italo Spinelli, Francesco Permunian, Angelo Guglielmi, Enzo Scandurra, Vera Pegna, Sarantis Thanopulos, Raffaele Tecce, Gemma Trapanese, Ludovico Pratesi, Laura Marchetti, Beppe Cantele, Antonio Gnoli, Luigi Vavala, Paolo Favilli, Vittorio Mete, Franco Novelli, Vito Teti, Giuseppina Torregrossa, Giulio Ferroni, Luca Sossella, Gianni Speranza, Pasquale Iorio, Annarosa Buttarelli, Daniela Di Sora, Patrizia Carrano, Angela Barbanente, Sandro Abruzzese, Teresa Ciabatti, Marta Petrusevicz, Alfonso Gianni, Salvatore Silvano Nigro, Enzo Paolini, Massimo Veltri, Luciana Percovich, Paolo Jedlowski, Licinia Speciale, Maria Rosa Cutrufelli, Rossano Pazzagli, Franco Lorenzoni, Franco Trane, Armando Vitale, Anna Rosa Macri, Jolanda Bufalini, Alfonso Gambardella, Luigi Pandolfi, Carmelo Buscema, Giovanna Campani, Alberto Gaffi, Pierluigi Pedretti, Franco Santopolo, Mariapia Guermandi, Alberto Ziparo, Jaime Riera, Anna Nadotti, Patrizia Guerra, Giuseppe Aragno, Raffaele Baldella, Italo Testa, Carlo Cellamare, Domenico Passerelli, Saverio Russo, Cristina Cassina, Giovanna Perini Falesani, Antonella Casoli, Gianfranco Viesti, Silvana Carotenuto, Maurizio Casarin, Andrea Capotorti, Marco Boniardi, Roberto Ciccone, Giuseppe Allegri, Roberto Caso, Anna Maria Guadagni, Silvana Iannelli, Silvio Perrella, Marco Buzzoni, Beppe Sebaste, Vittorio Boarini, Franco Zabagli, Italo Testa, Argia Morcavallo, Piero Caprari, Amalia Colisanti, Pietro Greco,Paolo Petroni, Roberta De Marchis, Massimo Raffaelli, Leonardo Luccone, Nino Dolfo, Nicola De Cilia, Claudio Rorato, Filippo Veltri.

Hanno firmato anche:
Liana Isipato;Anna Benedetti;Giorgio Occhipinti;Vera Pegna;Laura Incantalupo;Marina Grazioli;Liliana Frascati;Giorgio Pernigotti;Anna Actis;Adelina Suber;Mihaela Ionescu;Arturo Cirillo;Simonetta Raimondo;Domenico Ribezzo;Luciano Griso;Guido Ruizen;Denise Amerini;Rosa Tavella;Pasquale Nuzzolese;Stefania Tavella;Federico Zoppei;Alessandro Messina;Marco Acquistapace;Maurizio Varrano, Borghi d’Eccellenza;Mauro Dapporto;Domenica Neri;Franco Cambi;Riccardo De Sanctis;Claudia Coga;Claudio Scarot;Luigi Totaro;Andrea Salvetti;Gerardo Mastrullo;Silvio Marchi;Fabiano Forini;Giorgio Salsi;Alberto Deambrogio;Corrado Morgia;Mirella Manfren;Daniele Barbieri;Lino Di Gianni;Liliana Frascati;Silvia Giagnoni;Paola Re;Silvia Calamandrei;Mariella Cappelluti;On. Paolo Lattanzio;Andrea Conato;Vincenzo Cottinelli;Bruno Sabbadin;Marco Romelli;Sandra Tavagnacco;Roberto Lazzerini;Valentina Parisi;Alessandro Mazzina;Giovanna Giorgetti;Luca Bernardini;Martina Novaro;Piergiorgio Martini;Massimiliano Della Torre;Luisa Acerbi;Riccardo Corsi;Patrizio Guandalini;Bruno Valenti;Paola Vassura;Carmela Laudani;Anna Maria Algeri;Carlo Ranieri;Pasquale Pio Ferrara;Domenico Iannacone;Guido Duiella;Gemma Timo;Dejanira Bada;Asterios Delithanassis;Sonia Arnaboldi;Riccardo Bello;Chiara De Poli;Vincenzo Vita;Patrizia Paci;Rita Tavella;Adriana Spera;Pasquale Lovero;Alessandra Ottieri; Sbarbaro;Diego Protani;Gemma Gemmiti;Gianni Ferdani;Edoardo Dodaro;Monica Cerroni;Giulia Cantaluppi;Flaminia Cruciani;Giovanni Cizza;Rossella Sorce;Fabio Masi;Alessandra Ingrassia;Nadia Neri;Anton Carosi;Angela Migliore;Adelaide Apice;Mauro Matteucci;Alessandro Di Rienzo;Giorgio Monoscalco;Gianluigi Gasperini;Massimo Ghinolfi;Ilaria Grasso;Sara Giustino;Claudia Lotti;Valerio Sebastio;Alfredo Schirilò;Antonella Orefice;Donatella D’Amico;Vincenzo Blanda;Gianfranco Mazzeo;Maura Massara;Damiano Fiorato;Anna Benedetti;Benedetta Carpi De Resmini;Federico Binelli;Alessia Amato;Lisa Ginzburg;
Igiaba Scego;Antonella Stefanucci;Rossana Ciccarelli;Mariapia Truppa;Alessandro Maiolino;Michele Baraldi;Costanza Savini;Luigi Esposito;Francesco Angrisani;Lucia Maria Mercuri;Francesco Scotto;Elvira Mujuic;GianMarco Martignoni;Armando Giuffrida;Cinzia Tromba;Iacopo Maccioni;Augusto Moci;Patrizia Ricci;Patrizia Moci;Chiara Mezzalama;Sarina Reina;Antonio Cavallaro Rubbettino;Giuseppe Felli;Franco Chiarello;Davide Gualerzi;Emanuela e Francois Boespflug;Renato Bocchi;Giovanna Addis;Luca Tentoni;Marco Lombardi; Pino Sassano; Lidia Cerato; Chiara Battistella; Pier Paolo De Salvo; Maria Rosaria Bianchi; Andrea Vulpitta; Tiziana de Maddis; Maddalena Vaglio Tanet; Paola Spampinato; Luisa Ricaldone; Concettina Levantino; Maria Raffaella Pagliusi; Zain Saldin; Stefania Cannarsa; Giovanni Marini; Dora Marucco; Antonio Pagliarone; Anna Petrungaro; Alberta de Grenet; Vincenzo Scavello; Maria Preziosa Montalti; Margherita Cinelli; Vincenzo Rizzuti; Mario Santi Venezia; Guja Baldazzi; Giuseppe Mastruzzo; Maria Laura De Cristofaro; Ippolita Luzzo; Silvia Fede; Roberto Piazza; Loredana Nigri; Francesca Torossi; Stefania Cannarsa; Vincenza Russo; Amalia Pistilli; Tina Taliercio; Mimmo Caporale; Rocco Vulcano; Carmela Pacifico, Libreria Pacifico; Sandra Petrignani; Giulio Vittorio; Maria Rasini di Mortigliengo; David Ballerini; Carla Cucchiarelli; Manuela Dignani; Fulvio Salimbeni; Daniela Zambaldi; Silvia Acocella; Mauro Gaffuri; Chiara Gallitelli; Elvira Cutulo; Raffaella Casotti; Piero Budinich; Francesco Morra; Cristina Cosci; Maurizio Ponticello
Caterina Inesi
Renzo e Margherita, fumetteria Eta Beta
Alfredo Rubino
Alice Rispoli
Giuliana Puppin
Petra Marlazzi
Frank Cimini
Maria Scornaienchi
Anna Belli D’Elia
Sergio Falcone
Livio Pepino
Angela Dattilo
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Daniela Fittante
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Roberta Salardi
Claudio Magri
Lucia Tempestini
Giuseppe Condorelli
Linda Guerra
Salvatore D’Elia
Aldo Visco Gilardi
Margherita Fiorentini
Antonio Pagliarone
Daniela Cesoni
Chartzaniotis Charalampos
Monica Brindicci
Giulio Cirasole
Rosaria De Santis
Mauro Cascio
Cristina Calvani
Alessandra Troncana
Natalie Grossi
Intissar Gharioui
Angela Bignardi
Annarita Briganti
Ivana Galli
Irene Starace
Claudio Cuccia
Salvatore Chirumbolo
Lucia Papini
Oreste Siciliano
Alfonso Marzocchi
Carlo Simoni
Irene Soave
Chiara Allegra
Michela, libraia di Lodi
Maria Luisa Tonali
Cristina Mandrini
Michele Benini
Annalisa Pischedda
Alessandra Cremascoli
Grazia Grena
Gloria Massironi
Layla Marzani
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Giuseppina Leo
Claudio Acquaro
Sandro Greblo
Gianfranco Laccone
Marianna Di Muro
Massimo Tegolini
Rosa Otranto
Gilda Massari
Ileana Montini
Afra Mannocchi
Paola Paesano
Nadia Giannoni
Federica Introna
Christian Caliandro
Stefano Orlandi
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(immagine riportata da “Il Manifesto”)