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La Sanità calabrese, il commissario e il Pd.-di Enzo Paolini

La Sanità calabrese, il commissario e il Pd.-di Enzo Paolini

È vero. Gli italiani hanno la memoria corta. Ma a tutto c’è un limite e non bisogna eccedere.

Sentire lo stato maggiore (si fa per dire) del PD Calabrese affermare che la responsabilità del disastro sanitario in Calabria sarebbe dell’attuale Presidente che si sarebbe fatto incastagnare dalla Corte dei Conti in maniera tale da non consentire la ratifica dell’uscita del Commissariamento non lascia esterrefatti per il solo motivo che da tempo l’impudenza e la faccia di bronzo del PD calabrese ha raggiunto vette siderali e siamo ormai abituati .

Già la notizia di uno stop al ripristino della democrazia in Calabria di per sé, dovrebbe risultare indigesta per un qualsiasi cittadino calabrese che dopo 17 anni può vedere realizzato il diritto che il servizio pubblico della propria terra sia governato, amministrato da chi è stato eletto per questo e non da un Prefetto o un dirigente di polizia, come è stato per più di tre lustri.

E invece no, ai mandarini respingi-voti del PD calabrese -cioè a coloro che hanno gestito la regione Calabria negli ultimi governi prima di questo e che sono i responsabili primari del disastro -non è parso vero dire che sì, ecco, questa è la conseguenza di cattive gestioni, di imbrogli di connivenze di nefandezze che hanno finanche condotto un commissario tale Longo, a bocciare negli anni scorsi ben 23 bilanci di Aziende Sanitarie ed ospedaliere della Regione.

Senza rendersi conto che gli autori di tutto ciò sono (anche) loro. E che l’uscita dal commissariamento è un primo passo finalmente compiuto per invertire questa tendenza. Un po’ di seria autocritica non guasterebbe.

Ecco, dobbiamo ancora una volta prendere atto del motivo per il quale il PD in Calabria è letteralmente repulsivo: perché secondo un vecchio adagio il politico è colui che ti spiega dopo cose che andavano fatte prima.

Tuttavia in questo caso non si tratta di dialettica, un po’ arrogante , di artifici argomentativi tipici di una dirigenza di seconda fila buona solo per i pastoni del tg regionale e stop.

No. Qui si parla della salute dei cittadini cioè di un servizio essenziale che per decenni è stato diretto, (s)governato, depredato proprio dalla classe dirigente che oggi si compiace tragicamente di un provvedimento negativo adottato (giustamente o meno non rileva per questa considerazione) dalla Corte dei Conti e stende uno spesso tappeto di ipocrita oblio sulle proprie responsabilità.

Ci sarà un motivo per cui il PD Calabrese non attrae più i comunisti, i socialisti, i liberali, i sinceri riformisti democratici, ma solo una autoreferenziale enclave che ad ogni elezione trascina le percentuali nazionali al ribasso.

Sì, è questo.

da “il Quotidiano del Sud” del 28 giugno 2026