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Che bufera sull’errato Butera!

Che bufera sull’errato Butera!

Alcune testate giornalistiche e, quel che è più paradossale, anche il vicecapogruppo di FDI al Senato, Antonella Zedda, hanno sostenuto, sdegnati e irridenti, che fra i firmatari dell’appello a favore della candidatura di Pasquale Tridico alla carica di presidente della Regione Calabria, compare quella del compianto sociologo Federico Butera, deceduto pochi mesi fa.

Scandalo! Ecco, i soliti e stramaledetti intellettuali che arrivano a falsificare le firme per manipolare l’opinione pubblica “pur di sperare [di] ottenere qualche consenso in più” (Zedda).

E che diamine, non si fa così!

Tridico vuole prendere “in giro i cittadini con questi appelli farlocchi ed usando in modo improprio il nome di un defunto. Davvero di cattivo gusto” (Zedda).

E, poi, lo sanno tutti, suvvia, che: “La storia insegna: gli endorsement accademici spesso portano più sfortuna che voti. Tra i firmatari anche il sociologo Butera che però è morto lo scorso febbraio […] Gli appelli firmati dagli intellettuali, si sa, portano una sfortuna proverbiale. Sono la versione colta del malocchio: se ti sostengono, politicamente sei già spacciato“ (Calabria 7).

Ma non sono tutti così severi i fustigatori degli intellettuali. C’è qualcuno che ci scherza su scrivendo che: “In rete le ironie si sprecano, con chi osserva sarcasticamente che se la campagna elettorale entra nel vivo, è inevitabile che ci scappi il morto. Inteso come firmatario” (il Secolo d’Italia).

È, forse, vero che “la Calabria non è un’aula universitaria [perché] qui non bastano bibliografie e note a piè di pagina …”, ma, forse, dare una ripassata alle regole fondamentali del buon gusto e della grammatica civile non guasterebbe.

È sicuramente vero, invece, che noi abbiamo scritto e firmato quell’appello all’insaputa del candidato Pasquale Tridico, che non lo ha sollecitato in alcun modo, e che il firmatario Federico Butera, emerito di Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Milano, è il cugino, vivo e vegeto, dello scomparso sociologo Federico Butera.

A tutte le novelle e a tutti i novelli necrofori ricordiamo sommessamente che l’intellettuale non è uno specialista “che difende affari di clan o di partito, e neanche un tuttologo che si improvvisa esperto in ogni campo, ma è un eterno apprendista” (Jean-Paul Sartre).

E se gli intellettuali, italiani e calabresi, si occupano pubblicamente dei destini del Sud e della Calabria, in particolare delle loro classi dirigenti politiche, dovrebbe sembrare a tutte e tutti, di destra e di sinistra, un’ottima notizia.

da “il Quotidiano del Sud” del 2 settembre 2025

Appello per Tridico Presidente della Regione Calabria

Appello per Tridico Presidente della Regione Calabria

Ci sono più ragioni per ritenere che l’elezione di Pasquale Tridico a Presidente della Regione Calabria possa segnare una svolta concreta nella storia della Calabria e del Sud.

Tridico è un docente universitario, un valente economista, con esperienze di ricerca e insegnamento in diversi paesi d’Europa e negli Stati Uniti, con varie esperienze manageriali, che ha diretto con successo, tra il 2019 e il 2022, il più importante istituto del welfare italiano: l’INPS.

Per la prima volta, la Regione Calabria può esser guidata da uno studioso con una così vasta esperienza e un così prestigioso profilo intellettuale. Per la prima volta, a svolgere il ruolo di Presidente può esser chiamato un uomo che non viene dal mondo dei partiti locali, dall’ambiente degradato dei vecchi potentati calabresi, delle clientele fameliche da soddisfare in danno di un progetto generale di riscatto generale.

Tridico è calabrese, figlio della sua terra. Ha lasciato la Calabria per gli studi universitari e per portare avanti una brillante carriera intellettuale e professionale. Ma non ha mai reciso le sue radici, non ha mai abbandonato il suo luogo d’origine. Tant’è che oggi, parlamentare europeo, mentre ricopriva importanti incarichi a Bruxelles, torna in Calabria per misurarsi in questa cruciale sfida politica.

Torna in Calabria, per realizzare un programma che faccia uscire la regione soprattutto dalla sua profonda sfiducia, dalla rassegnazione con cui i calabresi vivono da anni la vita pubblica, dominata da un ceto politico affaristico e senza visione.

Tridico è un profondo conoscitore dei processi che generano e riproducono le disuguaglianze sociali e territoriali, non appartiene alla nefasta famiglia degli economisti neoliberisti che fingono di credere nelle capacità salvifiche del mercato autoregolato. Può quindi essere la persona con il profilo e la credibilità giusti per chiamare a raccolta le migliori capacità e le più promettenti pratiche sociali locali per ideare e mettere in atto una politica di sostegno ai poveri e ai ceti più deboli e vulnerabili, condizione indispensabile per ridare fiducia e speranze a vasti strati di calabresi abbandonati e rassegnati al peggio.

Cambiare è possibile.

Un leader prestigioso come Tridico può contribuire a riattivare la propensione all’impegno e all’azione collettiva, può incoraggiare la voce e la mobilitazione dal basso, può dare rappresentanza ai territori abbandonati e marginalizzati dalle politiche pubbliche, in particolare quelli interni di collina e montagna, può dare visibilità al formicolio sociale che, sebbene in modo puntiforme, è diffusamente presente nell’intera regione.

Tridico può quindi essere il Presidente del riscatto, colui attorno al quale rilanciare la partecipazione democratica dei cittadini, costruire nuove progettualità con le realtà associative seriamente impegnate nel welfare, nell’ambiente, nella tutela dei diritti, nella tutela dei paesaggi e nella salvaguardia del Patrimonio culturale ponendo fine al dissennato consumo di suolo ed alla speculazione edilizia rurale ed urbana.

Un Presidente che capace di formare una squadra di amministratori capaci e cristallini, che realizzi un piano di investimenti pubblici innovativi, credibile e immediatamente attuabile, per lo sviluppo economico e sociale e per l’efficace contrasto alle disuguaglianze, alle discriminazioni, alle povertà della regione Calabria.

La Calabria non potrebbe avere oggi un candidato Presidente più giusto e più capace, per esperienza e relazioni nazionali e internazionali, di Pasquale Tridico.

Piero Bevilacqua, Maurizio Acerbo, Franco Arminio, Filippo Barbera, Elena Basile, Francesco Benigno, Federico Butera, Luciano Canfora, Carlo Felice Casula, Domenico Cersosimo, Laura Corradi, Giovanna De Sensi, Angelo D’Orsi, Stefano Fassina, Paolo Favilli, Luigi Ferrajoli, Roberto Finelli, Elena Gagliasso, Pino Ippolito Armino, Carmen Lasorella, Sabina Licursi, Paolo Maddalena, Laura Marchetti, Giacomo Marramao, Tomaso Montanari, Enrica Morlicchio, Rosanna Nisticò, Francesco Pallante, Marco Revelli, Mimmo Rizzuti, Battista Sangineto, Enzo Scandurra, Rocco Sciarrone, Salvatore Settis, Francesco Sylos Labini, Maria Adele Teti, Gianfranco Viesti.
Hanno aderito:
Vittorio Cappelli, Annarosa Macrì, Tonino Perna, Michele Santoro, Piero Schiavello, Mauro Francesco Minervino, Alfonso Gianni, Irene Berlingò, Monica Dall’Asta, Franco Cambi, Saverio Regasto, Francesco Cirillo, Vincenzo Albanese, Rita De Donato, Dora Ricca, Letterio Licordari, Antonio Macchione, Francesco Galatà, Guido Ortona, Francesco Zurlo, Sandro Meo, Claudio Rombolà, Paolo Napoli, Vanni Clodomiro, Alberto Ziparo, Piero Romeo, Giuseppe Candido, Delio Di Blasi,Lidia Gilberti, Antonio Nicotera, Franc Celano, Rosa Principe, Marta Petrusewicz, Consuelo Nava,Pino Greco,Loredana Nigri, Epifanio Spina, Marisa Fasanella,Giulia Cibrario, Mario Grisolia, Rocco Tassone, Renza Bertuzzi, Giuseppe Rossi, Anna Antonicelli, Michelina Paolini, Franco Trane, Gianluca Monturano,Romeo Salvatore Bufalo, Eugenio Passarelli, Gabriella Iannolo, Mario Maruca, Francesca Rennis, Michela Sassi, Massimo Zucconi,Loredana Barillaro, Alfredo Granata,Luca Cofone, Michele Cosentino, Carmine Bruno,Libero Sesti Osséo, Isabella Nicotera Angela Maida.

Per aderire all’appello: osservatoriodelsud@gmail.com