La legge Nordio è una modifica alla Costituzione.-di Filippo Veltri

La legge Nordio è una modifica alla Costituzione.-di Filippo Veltri

A poco più di un mese dal referendum sulla legge Meloni-Nordio nel mezzo di infinite polemiche e dopo l’intervento autorevolissimo l’altro ieri del presidente Mattarella una cosa si può e si deve dire con certezza, che possa o no piacere: questa legge modifica la Costituzione per dare un colpo all’indipendenza dei magistrati – nella loro attività di giudici e pubblici ministeri – e mette in ombra il Parlamento della nostra Repubblica democratica.

Non tutti hanno chiaro, infatti, quanto è accaduto e che ha visto costretto il Governo a modificare 15 giorni fa il testo della domanda da sottoporre a referendum per come richiesto dalla Cassazione proprio in questa direzione. Il Governo aveva deciso da solo il testo delle modifiche alla Costituzione mettendo alla legge un titolo pressoché incomprensibile: norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Titolo del tutto ingannevole, a cui si aggiungeva la definizione politica corrente del Governo e cioè che la legge tratterebbe della separazione delle carriere dei magistrati, questione come è noto largamente risolta senza modificare la Costituzione.

Se la legge entrasse in vigore verrebbero modificati ben 7 articoli della Costituzione ed ora è ben chiaro dopo le modifiche. Molti elettori potrebbero infatti non avere chiaro che si tratta di una legge che vuole cambiare in profondità la Costituzione nella parte relativa alla magistratura. L’obiettivo vero del Governo non è quello dunque della separazione delle carriere (falsissimo problema) ma è colpire pesantemente la capacità di auto rappresentazione e autogoverno dei magistrati, il CSM cioè, diminuendone il peso che hanno attualmente nella società e nella struttura della democrazia italiana.

In sostanza con la legge Meloni- Nordio verrebbe colpita l’autonomia della magistratura che è indispensabile per esercitare un controllo di costituzionalità e di corretta interpretazione delle leggi. I recentissimi video della premier Meloni e i suoi attacchi basterebbero a dimostrare ciò anche ai tanti ciechi della cd sinistra per il sì.

Ma perché è indispensabile l’indipendenza dei magistrati? E’ indispensabile nello svolgimento dei loro compiti, un pilastro dell’equilibrio dei poteri in una democrazia perché segna un punto di differenza tra democrazia e autocrazie. Pur di raggiungere questo obiettivo il governo ha obbligato il Parlamento ad approvare a scatola chiusa la sua proposta di legge. Quindi l’opposizione non ha potuto fare alcuna modifica al testo, neppure una virgola, nelle 4 sedute previste dall’articolo 138 per modificare la Costituzione.

Quelli che oggi affermano che sarebbero orientati ad approvare la proposta dovrebbero riflettere su alcuni punti: sembrano dimenticare che l’opposizione non ha avuto la possibilità di svolgere alcun ruolo; la stessa maggioranza parlamentare non ha toccato palla ed è stata costretta ad approvare il testo del governo senza correzioni. Sarebbe l’ora che l’opposizione inizi a correggere errori fatti in passato – che le destre stanno sfruttando pesantemente – e ritornare al ripristino della sostanza della Costituzione del 1948 che troppe volte è stata sacrificata sull’altare di convenienze politiche contingenti, vere o presunte.
L’acquiescenza del Parlamento ai voleri del governo ribalta infatti pesantemente il ruolo degli organi costituzionali e assegna al governo un ruolo dilatato. Se poi a questo si accompagnasse un ridimensionamento del ruolo autonomo della magistratura, del suo controllo sugli atti del governo che rappresenta una tutela fondamentale per i diritti dei cittadini, saremmo di fronte ad uno stravolgimento ancora più di fondo della democrazia disegnata dalla Costituzione.

I No al referendum costituzionale potrebbero consentire di riprendere un discorso, necessario, sul vero problema che continua a non essere affrontato e che è il non funzionamento della giustizia, nodo che questa legge non affronta. Sia giustizia penale che civile. Non si può dimenticare, ultimo ma non ultimo, che in ballo nella sfida referendaria c’è molto di più, cioè la valutazione sugli schieramenti politici in campo, come conferma l’insistenza di Giorgia Meloni sul fatto che la vittoria del No non inciderebbe sul futuro del governo. Sul sì compatto del centrodestra si sono inseriti invece anche alcuni sì di settori della sinistra e staremo quindi a vedere tra un mesetto chi la spunterà.

da “il Quotidiano del Sud£ del 21 febbraio 2026

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