
Pnrr, il disastro della spesa e il richiamo della Corte dei conti.-di Filippo Veltri
La Sezione autonomie della Corte dei conti ha approvato il referto sullo stato di attuazione del PNRR negli enti territoriali aggiornato al 28 agosto 2025, analizzando gli aspetti legati alla gestione finanziaria, all’evoluzione della spesa e alla rendicontazione dei progetti, sulla base dei dati presenti nella piattaforma e dei risultati dei controlli effettuati dalle Sezioni regionali della Corte, che hanno diretta cognizione delle realizzazioni sul territorio.
Se ne sta parlando da giorni in verità, su giornali, in dibattiti ma dai Governi – nazionali e regionali – tutto tace. Sembra che tutto vada per il meglio!
Il comparto dei Comuni conferma il primato sia per numerosità di progetti (63.530 sui 96.082 finanziati, anche solo in parte, con risorse PNRR), sia per volumi finanziari (24,5 miliardi su 47,5 totali). Nel Mezzogiorno viene sempre superata la soglia del 40%, ma nel Nord Ovest si apprezza la maggior concentrazione di risorse.
Ma diventa un vero e proprio caso che rischia di vedere vanificati gli sforzi progettuali di molti enti il giudizio espresso dalla nostra Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Calabria. Bocciatura senza appello per il modo in cui è stato portato avanti il programma di finanziamenti.
«Tra gli aspetti critici relativi allo stato di attuazione dei progetti – è scritto nella verifica – la Sezione regionale di controllo segnala l’inefficiente utilizzo delle risorse Pnrr, il disallineamento tra i dati Regis e le risultanze contabili, ed infine ritardi e mancata alimentazione della piattaforma Regis, con il conseguente inserimento di informazioni inattendibili».
Nell’ambito dei controlli relativi al giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Calabria – si legge ancora nel documento – è stato rilevato un potenziale rischio di sovrapposizione tra le diverse fonti di finanziamento del Servizio idrico integrato. Non risultano, tuttavia, strumenti integrati di monitoraggio e tracciabilità delle fonti, né un presidio metodologico volto – questo il giudizio della magistratura contabile – a prevenire e verificare il rischio di doppio finanziamento, come previsto dalla normativa.
Migliaia di progetti sono ancora fermi al palo e la quota dei pagamenti, appena il 17%, è la più bassa d’Italia. I Comuni sono in crisi, avanzano solo i grandi soggetti attuatori. I fondi non spesi dovranno essere restituiti e i numeri di oggi dicono che sono a rischio 7 miliardi di euro. C’è l’obbligo di spesa ed il principio è chiaro: i finanziamenti ottenuti devono essere impiegati secondo i progetti approvati e se gli enti non raggiungono gli obiettivi stabiliti le risorse non utilizzate dovranno essere restituite alla Commissione europea.
Il richiamo della Corte dei conti sullo stato di attuazione del Pnrr e sui ritardi accumulati in Calabria trova conferma nei dati pubblicati dalla piattaforma OpenPnrr di Openpolis aggiornati al 14 ottobre 2025.
In generale e in termini di avanzamento finanziario globale in Italia, è stato impegnato il 59,2% dei 60,8 miliardi di risorse complessive necessarie a realizzare gli interventi, con pagamenti di poco inferiori al 30% del costo totale, che salgono a quasi il 32% (oltre 15 miliardi) se si considerano le sole risorse PNRR (47,5 miliardi). Emerge che circa un terzo dei progetti finanziati con fondi PNRR (19,3 miliardi su un totale di 58,6) risulta realizzato.
I dati presi in esame confermano un avanzamento meno rapido (30,1%) dei progetti legati all’attuazione di lavori pubblici, che assorbono la quota maggiore di risorse (circa 40 miliardi, pari al 68%). Il livello di utilizzo per la concessione di contributi è del 41%, quello per l’acquisto di beni è pari al 44,9%.
Le realizzazioni, specifica la magistratura contabile, possono aver risentito dell’andamento dei trasferimenti dalle amministrazioni titolari e qualche preoccupazione legata ai tempi di completamento degli interventi emerge, infine, dal controllo effettuato dalle Sezioni regionali, pur in presenza di situazioni eterogenee.
Resta in conclusione di un complessivo panorama a tinte grigie il fosco – assai fosco – dato calabrese a sei mesi dalla scadenza, con Comuni virtuosi che hanno lavorato e bene (Cosenza è uno di questi e ne va dato atto pubblicamente all’Amministrazione guidata da Franz Caruso) ma il resto della truppa indietro.
Resta valida dunque la proposta della sindaca di Siderno, Mariateresa Fragomeni: perché rischiare di perdere fondi e risorse fondamentali per il futuro dei cittadini quando si potrebbero rimodulare e distribuire a chi ha dimostrato, in maniera netta e incontrovertibile, di avere capacità di progettazione e spesa?
È questo infatti l’interrogativo che si è posto Fragomeni, che è anche vicepresidente Anci Calabria, che ha portato nelle scorse ore a scrivere direttamente a Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le politiche di coesione, per richiedere una diversa rimodulazione dei fondi a favore di quei Comuni che hanno rimostrato di sapere spendere, nei tempi e bene, le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
da “il Quotidiano del Sud” del 24 gennaio 2026
foto: pagina fb di Mariateresa Fragomeni